Che tu soffra di celiachia o intolleranza al lattosio, la cosa certa è una: non stai bene. Entrambe le patologie, seppur così diverse tra loro, possono portare a un malessere generale non indifferente e a conseguenze anche gravi. Distinguerle non è sempre semplice, ma è possibile farlo sia in autonomia che affidandosi a test diagnostici specifici. Affidarsi a un buon gastroenterologo rappresenta la scelta più ovvia. Un bravo professionista saprà distinguere i sintomi dell’una o dell’altra patologia e ti consiglierà come muoverti, sia dal punto di vista alimentare che diagnostico. Potresti soffrire dell’una o dell’altra patologia, ma anche di nessuna delle due e avere, ad esempio, soltanto un intestino irritabile. Celiachia o intolleranza al lattosio, dunque? Proviamo a capirne di più.

Celiachia o intolleranza al lattosio? Sintomi comuni

Se non stai bene, hai disturbi gastrointestinali e ti stai chiedendo se soffri di celiachia o intolleranza al lattosio, non possiamo biasimarti. Si tratta di due patologie diversissime tra loro ma che possono avere una sintomatologia simile, pressoché identica. In entrambi i casi i sintomi si presentano in seguito all’assunzione dell’alimento incriminato, in maniera più o meno acuta. Si va dai sintomi che colpiscono l’intero apparato gastrointestinale (nausea, crampi addominali, digestione pesante, gonfiore, meteorismo, diarrea) a quelli generici, aspecifici. Tra i sintomi aspecifici più gravi ci sono sicuramente le carenze vitaminiche, causate dal malassorbimento e dallo stato di infiammazione generale dell’organismo.

Tra i sintomi meno gravi e meno facilmente riconducibili a celiachia o intolleranza al lattosio ci sono poi mal di testa, dolori alle ossa, astenia, affaticamento e sonnolenza. Ma anche mancanza di concentrazione, umore altalenante, disturbi dell’apparato riproduttivo, afte ricorrenti, pelle e capelli spenti e secchi. Tutte sintomatiche che hanno a che vedere con le carenze di vitamine e minerali innescate dalle intolleranze stesse. Oltre alla sintomatologia acuta, infatti, vi è quella dovuta alla cronicizzazione. Si incorre in cronicizzazione quando si continua ad assumere l’alimento irritante senza volerlo, costringendo l’organismo ad una lenta ma perenne esposizione.

Le principali differenze

Le differenze che incorrono tra celiachia o intolleranza al lattosio sono perlopiù di tipo clinico. A livello di sintomi, infatti, cambia davvero poco. Abbiamo però a che vedere con due patologie diversissime tra loro. La celiachia è una malattia autoimmune riconosciuta come malattia cronica, che tiene in allerta il sistema immunitario e può portare a conseguenze gravissime. L’intolleranza al lattosio è una semplice carenza dell’enzima lattasi, l’enzima coinvolto nella scissione del lattosio (zucchero complesso) in galattosio e glucosio, zuccheri semplici assimilabili dall’organismo. Nel momento in cui la lattasi è carente, la scissione non avviene e si hanno fermentazione e mancato assorbimento (con conseguente dissenteria, nel 99% dei casi).

I test diagnostici per capire se è celiachia o intolleranza al lattosio

In presenza di intolleranze alimentari di altro tipo, come quella generica a un qualsiasi altro alimento, è davvero difficile giungere a una diagnosi certa e rilevare l’alimento incriminato. Spesso si procede per esclusione adottando prima una dieta Low FODMAP, molto restrittiva, per almeno qualche mese, e poi reintroducendo uno ad uno i possibili alimenti mal tollerati. La dieta Low FODMAP è una dieta che esclude tutti gli alimenti fermentanti, andando a ridurre quelli che sono i sintomi tipici di colite e intestino irritabile. La dieta va adottata per un minimo di due mesi e le reintroduzioni devono essere graduali. Il contatto con il medico curante deve essere frequente, poiché lo stesso andrà aggiornato su eventuali sintomi presenti o assenti, dei quali si terrà nota all’interno di un diario alimentare.

Nel caso in cui si stessi cercando di capire se soffri di celiachia o intolleranza al lattosio, invece, la soluzione è molto più rapida e affidabile! Entrambe le patologie, infatti, pur essendo diversissime tra loro, sono diagnosticabili tramite test di laboratorio altamente sensibili. Gli esami non saranno dunque soggetti allo stato di salute del momento, o all’eventuale concomitanza di fattori esterni quali stress o cambiamenti nello stile di vita e i risultati saranno molto più concreti e affidabili rispetto a quelli forniti da una dieta ad esclusione. La dieta ad esclusione prevede una grande consapevolezza del proprio corpo e dei propri sintomi e non è, infatti, il metodo ideale al quale affidarsi (anche se per molte intolleranze risulta essere l’unico realmente risolutivo).

Il breath test per l’enzima lattasi

L’intolleranza al lattosio si diagnostica attraverso un esame detto Breath Test. Il test non è in alcun modo invasivo. Si esegue in ambulatorio e prevede l’assunzione di 20 grammi di lattosio puro, da bere prima dell’inizio dell’esame. Successivamente viene richiesto al soggetto di soffiare all’interno di un apposito sacchetto ogni venti minuti, per 2/3 ore. In base alla quantità di idrogeno misurato durante le rilevazioni sarà possibile stabilire se presente o meno intolleranza e di che grado. Quanto più l’enzima lattasi sarà carente, tanto più il lattosio ingerito fermenterà in fase di digestione, creando fastidi e liberando grosse quantità di gas, che verranno rilevate dalla strumentazione.

Test incrociati per la celiachia

La celiachia prevede una diagnosi incrociata più complessa. Di base, è quasi sempre sufficiente andare ad indagare sulla presenza di anticorpi specifici nel siero attraverso l’esecuzione di normali esami ematologici. Ma la celiachia può essere presente anche in assenza di anticorpi, ecco perché alla ricerca degli stessi vengono associati altri esami. L’esame più comune è sicuramente la biopsia gastroduodenale. Attraverso strumento endoscopico vengono prelevati campioni di tessuto attraverso i quali andare a verificare lo stato di salute dei villi intestinali. In presenza di celiachia, i villi intestinali sono quasi sempre altamente danneggiati, anche in assenza di sintomi. E’ un esame veritiero ma anche molto invasivo.

Tra gli altri test suggeriti per la diagnosi di celiachia o intolleranza al lattosio vi sono anche gli esami classici, che includono l’emocromo e i dosaggi vitaminici. In presenza di celiachia (che è una malattia autoimmune, non dimentichiamolo) sarà frequente un emocromo non perfettamente equilibrato, dovuto alla reazione immunitaria. In presenza di intolleranza al lattosio l’emocromo sarà invece nella norma ma potranno esserci senza ombra di dubbio valori vitaminico/minerali completamente sballati. La causa degli stessi sarà il malassorbimento cronico che è, ovviamente, comune a entrambe le patologie.