L’annosa questione delle donazioni di sangue e organi affligge da sempre tutti i soggetti affetti da celiachia, che si trovano ancora oggi a porsi la fatidica domanda: ma i celiaci possono donare il sangue? Bene, la risposta è semplice ed è “Sì, possono”. E sembrerebbe anche un qualcosa di scontato e ovvio, dal momento che il celiaco correttamente diagnosticato che segue una dieta priva di glutine è perfettamente in salute. Ma si tratta pur sempre di una patologia autoimmune e non reversibile, che come altre patologie autoimmuni ha “spaccato” in due l’opinione della comunità scientifica e della legislatura. I celiaci non hanno sempre avuto la possibilità di donare il sangue, ma più di recente le cose sono andate nettamente migliorando. Vediamo assieme di capirne di più…

I celiaci possono donare il sangue, ma non sempre è stato così…

Allo stato attuale delle cose per i celiaci è possibile donare il sangue senza alcun problema, proprio come per chiunque altro. La celiachia è infatti sì una malattia autoimmune, ma che non va ad intaccare in alcun modo la qualità strutturale o chimica del plasma del paziente. Lo stesso può ovviamente non risultare idoneo alla donazione, ma per motivazioni che nulla hanno a che vedere con la patologia, un po’ come accade per il sangue di chiunque altro.

Ovviamente la legge ha posto delle importanti limitazioni, delle quali parleremo tra poco. Tra le principali vi è quello di essere stati diagnosticati almeno da sei mesi e di star seguendo, dunque, almeno da tale lasso di tempo una dieta senza glutine. La dieta senza glutine permette al paziente celiaco di ottenere una lenta remissione dei sintomi, sia primari che secondari. Migliorano il mal di testa, i problemi intestinali e il gonfiore, ma al tempo stesso migliorano i valori ematochimici.

Carenze vitaminiche e minerali, così come il malassorbimento causato dalla celiachia (che spesso e volentieri provoca deperimento e anemia) vanno rientrando gradualmente. Sei mesi è un lasso di tempo abbastanza ampio affinché il corpo riprenda a respirare e a lavorare a pieno regime. Questo non è poi così importante ai fini della qualità del sangue donato (che andrebbe comunque bene), tanto quanto ai fini di consentire al donatore una donazione sicura e priva di rischi. Un paziente che è già di per sé fortemente anemico, infatti, potrebbe andare incontro a rischi non indifferenti donando il sangue, motivo per il quale la donazione gli verrebbe sconsigliata.

Donazioni e diritti: la legislatura vigente per le donazioni del sangue

Ai soggetti celiaci è stato dato il via libero definitivo alle donazioni grazie con il Decreto 3 Marzo 2005, pubblicato nella G.U. 85 del 13 Aprile. Il donatore è idoneo alla donazione qualora segua da almeno 6 mesi una dieta gluten free e sia negativo al test delle anti-transglutaminasi (esame che viene eseguito gratuitamente al momento della richiesta come prelievo di controllo pre-donazione, per ricevere l’idoneità).

Celiaci e donazioni: piccolo chiarimento anche su midollo e organi vitali

Ma i celiaci possono donare anche gli organi o il midollo osseo? Ebbene, in questo caso la situazione è ben più complessa. Gli standard per l’idoneità alla donazione di organi e tessuti sono stabiliti, proprio come per la donazione del sangue, dal Decreto Ministeriale del 3 Marzo 2005.

La questione, grande fonte di dibattito medico-scientifico, è già stata posta al CSN-AIC ed è stata oggetto di numerosi approfondimenti. La celiachia è una malattia autoimmune e, come tutte le malattie di questo tipo, causa una evidente alterazione del sistema immunitario.

Come stabilito dal Decreto legge, le malattie autoimmuni (celiachia inclusa) sono escluse dalla donazione del midollo osseo. Questo poiché dal momento che le cellule del sistema immunitario sono reattive (ovvero producono autonomamente anticorpi in seguito all’assunzione di glutine) il trasferimento delle stesse per mezzo della donazione potrebbe innescare anche nel ricevente una risposta immunitaria analoga.

Ma qual è la differenza tra donazione di  midollo e donazioni di sangue?

Perché questa disparità, vi starete chiedendo? La ragione è molto semplice.

Nel caso delle donazioni di sangue, i celiaci possono donare senza problemi perché le cellule trasfuse non implicano la ricostruzione del sistema immunitario del ricevente (anzi, vanno ad esaurirsi rapidamente in seguito alla donazione). Nel caso della donazione di midollo, invece, le cellule trapiantate sono staminali emopoietiche che vanno incontro non a morte autonoma ma, piuttosto, a riproduzione e rigenerazione. Di conseguenza, dal momento che vanno a ricostruire il sistema immunitario del ricevente, a meno che quest’ultimo non seguisse già da mesi (e senza una ragione ben precisa, il che è rischiosissimo!) una dieta senza glutine per propria scelta personale,  si rischierebbe di innescare l’insorgenza di celiachia anche nel paziente potenzialmente sano.