Soffri di disturbi gastrointestinali e ti stai interrogando sulla differenza tra gastrite e celiachia? O tra gastrite e altre problematiche simili? Sei nel posto giusto. Facciamo chiarezza.

A quanti di noi è capitato, almeno una volta nella vita, di avere problematiche di tipo gastrointestinale? Probabilmente a tutti. Dalla semplice dissenteria durante i cambi di stagione ai virus intestinali, per passare dalle intolleranze alimentari o dalle possibili reazioni avverse a questo o quell’altro alimento.

Stomaco e intestino sono tra gli organi più delicati del nostro organismo, reagiscono al minimo cambiamento e sono anche strettamente correlati con le emozioni, sia con quelle belle che con quelle brutte. Non a caso l’intestino è denominato anche “secondo cervello”. Quante volte abbiamo utilizzato frasi di uso comune come “ho le farfalle nello stomaco”, “ho ragionato di pancia” o “ci vuole stomaco!”?

Non è un caso che il nostro apparato digerente, così collegato alle nostre emozioni e alle variazioni di ciò che mangiamo o della vita che facciamo, ci faccia capire che qualcosa non va ammalandosi o mostrando sintomi che altro non sono che semplici campanelli d’allarme. Se sei qui perché ti stai chiedendo: sarà gastrite o celiachia? dunque, fai un bel respiro profondo e continua a leggere. Potrebbe non essere nessuna delle due!

Ecco quando è il caso di approfondire

Le problematiche che coinvolgono questi due distretti del nostro corpo non devono allarmare, soprattutto se sporadiche. Né farci subito pensare di dover indagare e scavare più a fondo per capirne la causa. La maggior parte dei fastidi va incontro a risoluzione spontanea (semplicemente tenendo un’alimentazione leggera ed evitando le fonti di stress) nell’arco di 3/5 giorni.

Disordini ricorrenti, tuttavia, o peggio ancora cronici, devono necessariamente destare sospetto.
Parliamo di disordini ricorrenti quando i sintomi si manifestano in maniera periodica, magari senza motivo o, ad esempio, in correlazione all’assunzione di determinate tipologie di alimenti.

Gastrite, celiachia, intolleranze alimentari e altre mille patologie più o meno gravi possono interessare il nostro apparato digerente e vanno diagnosticate correttamente e curate (o per lo meno trattate) prima che possano portare a complicazioni più gravi o andare incontro a cronicizzazione.

Mai pensare subito a male, dunque, ma piuttosto iniziare a valutare le varie ipotesi diagnostiche con il proprio medico curante in concomitanza di sintomi ricorrenti, o irrisolti e presenti da molto tempo.

Ma che cos’è la gastrite?

La gastrite è un’infiammazione della mucosa gastrica, ovvero delle cellule (per l’appunto “mucose”) che rivestono le pareti di stomaco e intestino proteggendole dagli agenti patogeni e dall’erosione causabile dai succhi gastrici. Soffrire di gastrite, cronica o acuta che sia, vuol dire necessariamente soffrire di disturbi quali bruciori o acidità di stomaco, che sono da considerarsi come primo campanello d’allarme.

La gastrite può essere cronica o acuta. Le gastriti croniche sono solitamente causate da abitudini alimentari fortemente dannose e protratte nel tempo, da virus o batteri non individuati e dunque non trattati con le cure adeguate, da gastriti croniche non trattate (e magari rese più gravi da comportamenti e abitudini alimentari scorrette), da un forte stress generale o da intolleranze alimentari non adeguatamente gestite.

La gastrite acuta può insorgere come sintomo secondario ad altre patologie o problematiche e, se trattata (o comunque messa in grado di guarire autonomamente grazie a abitudini alimentari corrette e la giusta integrazione tra fermenti lattici e sostanze in grado di lenire e sfiammare, come l’aloe vera e la curcuma ad esempio) va incontro a risoluzione spontanea nella maggior parte dei casi, senza lasciare strascichi.

La gastrite cronica può invece essere dannosissima: le pareti di stomaco e intestino, indebolite e deprivate di un rivestimento di buona qualità, possono andare incontro a dolorosissime ulcerazioni, complesse da trattare e quasi impossibili da curare al 100%.

Differenze tra gastrite e celiachia

Le differenze tra gastrite e celiachia sono molteplici. A livello sintomatico abbiamo sicuramente una maggior presenza di acidità e soprattutto bruciori nel soggetto che soffre di gastrite rispetto al celiaco, che invece tende ad accusare maggiormente sintomi quali gonfiore eccessivo dopo i pasti contenenti glutine e crampi addominali in fase di digestione.

La celiachia, inoltre, si presenta in mille forme e con una moltitudine di sintomi quasi inelencabile (tanto da essere stata definita come “malattia camaleontica”) che poco hanno a che vedere con stomaco e intestino, cosa che non accade con la gastrite.

La celiachia è poi una malattia autoimmune, mentre la gastrite non lo è nella maniera più assoluta. Le complicazioni alle quali può portare una malattia autoimmune non trattata non hanno nulla a che vedere con le complicazioni alle quali può portare una semplice infiammazione, che non va banalizzata ma piuttosto curata con i dovuti accorgimenti, senza allarmismi ma con la giusta dose di buona coscienza e amore verso il proprio organismo.

Gastrite o celiachia? Ecco tutte le correlazioni

Ma ci sono correlazioni tra gastrite e celiachia? Sicuramente sì!

Chi soffre di celiachia e non ha ancora ricevuto una corretta diagnosi, e continua dunque a consumare (senza aver idea di star facendo del male al proprio corpo) cibi contenenti glutine, soffre sicuramente di una forma più o meno grave di gastrite.

Al tempo stesso, chi soffre di gastrite ed ha dunque difficoltà nel processare cibi complessi e potenzialmente acidificanti, avrà sicuramente difficoltà nel digerire il glutine (senza tuttavia esserne intollerante, si tratta infatti di una condizione passeggera e relativa alla gastrite, non alla natura dell’individuo).

La celiachia causa disturbi gastrointestinali e provoca atrofia dei villi. Tutto il cibo (anche quello senza glutine) diventa più complesso da digerire. Le pareti della mucosa sono danneggiate in maniera più o meno importante e i bruciori, l’acidità e il reflusso spesso non mancano, anche se a volte in forma molto lieve.

Ma come fare a capire se si soffre di celiachia o gastrite?

E’ molto semplice in realtà. Una chiacchierata con il proprio medico di base, con relativa anamnesi del paziente e tentativo terapeutico nei confronti di una presunta gastrite è sicuramente l’opzione migliore. Qualora la gastrite non dovesse andare incontro a risoluzione, nemmeno seguendo i suggerimenti del proprio medico curante (o di uno specialista) e assumendo regolarmente gastroprotettori o gli altri eventuali farmaci suggeriti, la situazione sarà sicuramente degna di approfondimento, con eventuale ricerca di fattori scatenanti (come ad esempio la celiachia).