Quando parliamo di sindrome metabolica non parliamo di una malattia specifica ma di una serie di fattori di rischio che se presenti tutti insieme aumentano la probabilità di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete. Una persona con sindrome metabolica ha due volte il rischio di soffrire di eventi cardiovascolari e cinque volte il rischio di ammalarsi di diabete.

Quindi questa sindrome si sviluppa quando sussistono più condizioni insieme:

  • accumulo eccessivo di grasso corporeo, soprattuto di grasso viscerale, all’altezza dell’addome, che cambia il rapporto peso/altezza con girovita maggiore di 94 centimetri per l’uomo e 80 centimetri per la donna o BMI maggiore di 30;
  • elevati valori di LDL, il colesterolo cattivo, e bassi di HDL, cioè di colesterolo buono (meno di 40 mg/dl nell’uomo e 50 mg/dl nella donna);
  • alti valori di trigliceridi (superiore a 250 mg/dl);
  • ipertensione arteriosa con valori superiori a 140/90 mmHg;
  • resistenza all’insulina con conseguente glicemia a digiuno superiore a 100 mg/dl.

La diagnosi viene formulata in presenza di tre o più di questi fattori di rischio e non esiste cura, non essendo una malattia, ma è tutto giocato sulla prevenzione: bisogna fare attività fisica, anche leggera, mantenere un’alimentazione equilibrata ricca di frutta, verdura e povera di grassi ed evitare fumo e alcol.

Su prescrizione medica, in caso di necessità, si può anche ricorrere a farmaci anti-ipertensivi, ipoglicemizzanti e che controllano il colesterolo ma il cambiamento di stile di vita deve essere la prima cosa, senza quello non c’è medicina che faccia il miracolo.

In un qualche modo la sindrome metabolica è collegata alla celiachia?

Un articolo di Maggio del 2013 di “Gastroenterology”, la rivista internazionale di gastroenterologia, intitolato proprio “Patients with celiac disease have a lower prevalence of non-insulin-dependent diabetes mellitus and metabolic syndrome” indica come l’incidenza della sindrome metabolica, e diabete di tipo II, nei soggetti affetti da celiachia sia più bassa rispetto alla popolazione in generale.

Ma come mai? È l’assenza di glutine ad essere un fattore protettivo o è altro?

Innanzitutto una diagnosi di celiachia spesso coincide con la riduzione di cibo confezionato quale merendine, pasta, pane confezionato cioè di cibo ricco i zuccheri semplici e grassi; questo aiuta a prevenire il sovrappeso quindi non si tratta dell’assenza di glutine, ma dell’eliminazione di cibo non sano.

Inoltre la dieta senza glutine comporta il consumo di riso, legumi, patate e anche questo ha un effetto preventivo sull’insorgenza di sovrappeso e obesità.

D’altra parte i prodotti confezionati per celiaci spesso hanno un alto indice glicemico, grassi idrogenati e poche fibre e questo significa che nel lungo termine c’è il rischio di sviluppare sovrappeso, obesità, diabete; per questo è importante che i celiaci, ma in realtà tutti, assumano prodotti che sono naturalmente senza glutine, ricchi di fibre, poveri di grassi.