Le azioni e le iniziative di informazione e sensibilizzazione sulla celiachia diventano sempre più frequenti e incisive. Se ne parla sempre più spesso, si moltiplicano i progetti, le buone pratiche, l’attenzione istituzionale e le risorse dedicate.

Questo perché la celiachia, dato anche il numero in sensibile aumento dei diagnosticati, è ritenuta una malattia tanto che è previsto dal Sistema Sanitario Nazionale un tetto di spesa mensile per ogni celiaco per l’acquisto di prodotti alimentari senza glutine con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita agli intolleranti al glutine.

La celiachia e il Servizio Sanitario Nazionale, ecco cosa dice la legge

La celiachia da malattia rara è stata riclassificata come malattia cronica per effetto delle evidenze epidemiologiche che registrano una incidenza sempre più alta sulla popolazione. Nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) è entrata anche la celiachia con l’importante conseguenza di prestazioni sanitarie gratuite o con ticket.

Il Sistema Sanitario Nazionale prevede per i celiaci le esenzioni dal ticket per prestazioni ambulatoriali necessarie. I diagnosticati inoltre hanno diritto ad usufruire di prodotti senza glutine gratuitamente secondo quanto stabilito dall’art. 4 della legge 4 luglio 2005, n. 123 Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia e da successivi interventi normativi come il DM 4 maggio 2006 sui limiti massimi di spesa per l’erogazione dei prodotti senza glutine.

Dove si possono spendere i buoni d’acquisto mensile per gli alimenti senza Glutine

I buoni per l’acquisto dei prodotti mensili senza glutine è effettuabile nelle farmacie del territorio in ottemperanza  alla convenzione che regola i rapporti tra farmacie e SSN come indicato al DPR 371/1998. Inoltre per effetto di successivi interventi normativi che regolano la distribuzione di prodotti destinati a un regime dietetico medico speciale – in particolare il DM dell’8 giugno 2001 – anche  altri fornitori incaricati dalle Aziende Unità Sanitarie Locali possono dispensare prodotti erogati.

Questi ultimi sono indicati in un documento predisposto dal Ministero della Salute e costantemente aggiornato. Le imprese hanno la facoltà non l’obbligo di apporre sul packaging del prodotto senza glutine un bollino verde che attesta l’avvenuta conclusione dell’iter di riconoscimento del prodotto senza glutine. Ciò rende sicuramente la spesa all’interno del punto vendita più semplice e informata.

Come si possono spendere i buoni per l’acquisto di alimenti destinati alla dieta del celiaco

Attualmente i buoni spesa stanno vivendo un periodo di trasformazione anche in considerazione di nuovi interventi normativi già attuati o in via di definizione. Si sta procedendo, anche grazie alle nuove tecnologie che rendono più accessibile e smart alcune funzioni, alla cosiddetta dematerializzazione dei buoni spesa. In pratica a breve si potrà procedere con la digitalizzazione completa per la massima semplificazione del sistema intero. Per questo motivo si parla, per gli acquisti per celiaci, di borsellino elettronico.

Dal buono spesa stampato in formato cartaceo, attraverso opportune tappe di trasformazione, si sta via via passando a un sistema completamente elettronico che vede il celiaco come un creditore nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale in ordine a quel budget mensile previsto che comunque, ribadiamo, sta anche andando incontro a una riduzione media del 19%.

Anche se apparentemente sembra esserci un paradosso tra l’accresciuta attenzione ai celiaci e alle loro esigenze e la riduzione del tetto di spesa, in realtà quest’ultimo è giustificato dall’offerta di prodotti senza glutine che rispetto al passato è cambiata. Con l’ingresso sul mercato di nuovi produttori, la gamma di prodotti si è notevolmente ampliata. I costi così si sono abbassati e da prodotti raro e di nicchia, il pane o la pasta senza glutine sono diventati prodotti di largo consumo, estesi a una domanda senza dubbio più ampia ed eterogenea stando l’evidenza che la celiachia colpisce bambini ma anche adulti, uomini o donne.

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Al via le sperimentazioni del borsellino elettronico per la celiachia. Ecco come si fa la spesa in Emilia Romagna

Le prime sperimentazioni di acquisto dematerializzato provengono dalla Regione Emilia Romagna. Qui i celiaci fanno acquisti alimentari utilizzando la tessere sanitaria a mo’ di carta di credito o per meglio dire una sorta di borsellino elettronico. Prima di questa grande rivoluzione tecnologica, per fare acquisti i buoni spesa erano caricati sul fascicolo sanitario elettronico ma erano spendibili solo dopo averli stampati. Inoltri gli acquisti erano effettuabili senza importo frazionabile, quindi spendibili per intero.

Oggi invece con l’avvenuta dematerializzazione i buoni sono accreditati direttamente sulla tessera sanitaria. Il cittadino può sempre controllare il saldo e dunque autorizzare la spesa con un pin personale. La Regione Emilia Romagna ha predisposto un sistema per il quale il cittadino può sempre essere aggiornato su quanto speso e su quanto budget è ancora disponibile. Si stima che sono ben 16.000 i diagnosticati in Emilia Romagna e che potranno dunque ricevere un indubbio vantaggio dall’acquisto elettronico più veloce, immediato e anche sicuro.

Dall’altro lato sono molti i vantaggi anche di organizzazione e gestione della spesa fino alla rendicontazione: i buoni venivano stampati e inviati per posta ai cittadini o messi a disposizione per il ritiro presso le AUSL. In questo modo si risparmierebbero costi di spedizione e di stampa.

Semplificare l’acquisto dei prodotti alimentari Senza Glutine anche in altre regioni

La gestione informatizzata della celiachia è realtà non solo in Emilia Romagna ma anche in altre regioni. In Lazio, Lombardia, Veneto e Toscana già funziona così con la completa dematerializzazione e conseguente semplificazione dei procedimenti amministrativi anche per i negozi autorizzati.

I buoni cartacei quindi, saranno presto un ricordo su tutto il territorio nazionale, rimanendo forte la volontà di semplificare la vita al cittadino e rendere la sanità pubblica sempre più accessibile, di qualità e vicina all’utente. Si sta procedendo quindi verso una dimensione più concreta della celiachia che è molto più vicina a noi  e non solo perché magari abbiamo un celiaco in famiglia.

Semplificare la vita a un celiaco anche attraverso lo snellimento della procedura di acquisto dei prodotti significa un vantaggio per tutti: per il sistema amministrativo, per gli esercizi commerciali autorizzati, per i medici e i sanitari.