Abbiamo visto insieme l’importanza della dieta mediterranea per il mantenimento di un buono stato di salute, e come un aspetto positivo della dieta gluten-free sia la riscoperta della cucina fatta in casa, senza conservanti e additivi artificiali; a volte però ci si trova fuori casa da tutto il giorno, magari di fretta, si deve pranzare al volo, oppure si è in viaggio e ci si deve per forza di cose adattare a quello che si trova in giro.. come fare? Oppure semplicemente ogni tanto uno strappo alla regola è anche gustoso, no? Quindi via libera al fast-food! Hamburger, hot dog, patatine, salse a volontà! Ma se una persona soffre di celiachia come può fare? Esistono menu senza glutine nei più famosi fast-food e autogrill presenti in Italia?

Innanzitutto il problema principale è che si tratta di produzioni in larga scala, con ingredienti standardizzati e preparazioni in serie: è difficile pensare che in certe catene sia possibile cucinare cibi senza glutine a parte, con utensili dedicati, perché ricordiamo che il problema non sono solo gli ingredienti dei piatti ma anche le eventuali contaminazioni. Ricordiamo sempre che nel caso in cui un esercizio non compaia nel circuito AFC (Alimentazione Fuori Casa) dell’Associazione Italiana Celiachia, è necessario prestare attenzione anche se viene dichiarata la sicurezza dei piatti.

In questo articolo vediamo quali sono le opzioni senza glutine offerte dalle principali catene presenti in Italia.

Burger King

In Spagna è nato il menu senza glutine, in collaborazione con FACE (Federación de Asociaciones de Celíacos de España) che consiste in due tipi di carne, burger o cheese-burger, e pane senza glutine; per quanto riguarda le patatine fritte non è stato possibile assicurare la mancata contaminazione quindi vengono sostituite con insalata e i lavoratori all’interno dei negozi vengono formati specificamente. Ottima notizia quindi!

Peccato che in Italia non sia ancora arrivato questo menu e al Burger King il celiaco deve “accontentarsi” di insalate e petto di pollo alla griglia (solo se ci assicurano che è cotto su una superficie dedicata); meglio evitare il fritto perché vengono fritti cibi impanati e c’è quindi la certezza dell’avvenuta contaminazione.

Mc Donald’s

Il più famoso dei fast-food nel 2016 ha presentato il “gluten-free burger” che consiste in hamburger di carne bovina, formaggio e pane senza glutine, creato in collaborazione con Schär. Il panino viene preparato presso gli stabilimenti della famosa azienda leader dei prodotti senza glutine dove viene confezionato ermeticamente; nei ristoranti della catena viene poi riscaldato in appositi forni separati in modo che non ci sia contaminazione.

Per quanto riguarda le patatine fritte sono indicate tutte come senza glutine, così come le salse (tranne la salsa agrodolce) nell’elenco degli allergeni presenti in tutti i ristoranti e sul sito.

Roadhouse

È possibile consumare il panino con double burger, formaggio, bacon, salsa bacon e insalata con pane tipo pita; è inoltre possibile richiedere tutti gli hamburger con il pane pita gluten-free, tranne i mini burgers.

Le patatine fritte non sono idonee, è invece possibile mangiare la patata al cartoccio, insalata e per quanto riguarda il dolce la macedonia con il gelato.

Old Wild West

Non hanno un menu gluten free e on-line non è reperibile l’elenco degli allergeni; navigando sul web tra le varie recensioni si trovano opinioni diverse: in alcuni locali propongono pietanze con ingredienti gluten-free e cuociono la carne in piastra diverse da quelle usate per la cottura del pane, evitando quindi le contaminazioni. In altri esercizi invece sono più impreparati.

KFC

In Spagna nella famosa catena di pollo fritto ha debuttato il menu senza glutine, nato in collaborazione con FACE e il Dipartimento di qualità e sicurezza alimentare. In un’ottica di sicurezza totale i lavoratori dei vari esercizi sono obbligati a seguire dei corsi di formazione sulla celiachia.

In Italia la maggior parte dei loro cibi sono impanati con farine glutinate quindi purtroppo saranno off limits i loro prodotti di punta (ali di pollo, pollo fritto, insalatone, panini vari); si può ripiegare su insalate verdi, frittelle di patate, pannocchia e tra i dolci i sundae con la vaniglia con i vari topping al limone o al caffè.

America Graffiti

La famosa catena che richiama i diner americani degli Anni 50 ha creato un menu di più di 30 portate adatte ai celiaci; il menu comprende finger food, pasta (lasagne), hamburger e hot-dog (serviti con pane senza glutine e senza patatine fritte), carne, specialità tex-mex e dolci.

Sul sito si può trovare l’elenco dei locali che preparano il menu gluten-free e alcuni di questi esercizi sono aderenti al programma AFC dell’AiC.

Autogrill e MyChef

Il primo operatore italiano di ristorazione in viaggio è presente nel sistema AFC dell’AiC e sul sito è possibile trovare gli esercizi con i requisiti idonei selezionando nella tipologia “in viaggio – Autogrill” (quindi purtroppo non tutti sono adatti).

Si possono trovare primi piatti surgelati della DS Food (penne al pomodoro, basilico e mozzarella; gnocchi; tortellini panna e prosciutto; cannelloni con ricotta ed erbe) e fette tostate e brioche senza glutine della Schär.

Nulla viene cucinato o manipolato dal personale: i primi piatti surgelati, ancora sigillati, vengono riscaldati al microonde e consegnati al cliente che si occupa personalmente di aprirli; le posate sono monouso. Per quanto riguarda le fette biscottate e le brioche sono incartate singolarmente.

Anche per MyChef, che ha vari ristoranti anche sulla rete autostradale, funziona allo stesso modo: primi piatti surgelati che vengono manipolati solo dal cliente e prodotti secchi incartati singolarmente.

Ikea

Anche se non si tratta di un vero e proprio fast-food, negli anni Ikea è diventata famosa non solo per i mobili e accessori per la casa ma anche per il suo ristorante interno: la nota catena svedese da un po’ di tempo ha elaborato un ricco menu senza glutine. Troviamo lasagne, penne, cannelloni e tortellini poi pane, pizze, tiramisù.

In conclusione

Negli anni i fast-food hanno vissuto momenti di gloria e momenti di “disonore”: inizialmente la moda ha portato quasi tutti ad un consumo a volte eccessivo del cibo seriale; poi, con la riscoperta della cucina sana e dello slow-food, abbiamo fatto un passo indietro.

Un consumo fuori misura di questo tipo di cibo è sicuramente un problema, però può capitare, sia per voglia che per necessità, di mangiare “junk-food” o panini ed è corretto che vengano create alternative anche per chi soffre di celiachia. Il fatto che anche le grandi catene siano sempre più sensibili alla malattia celiaca fa ben pensare che la gente sia sempre più informata sull’argomento, che la celiachia venga riconosciuta da tutti come una vera e propria malattia e che i celiaci abbiano le stesse possibilità di scelta di tutti gli altri.