Abbiamo parlato del network AFC per mangiare in sicurezza fuori casa, suggerendo anche qualche strategia nel caso in cui ci si trovi in un locale che non appartiene al circuito; abbiamo analizzato come evitare le contaminazioni e abbiamo visto dove trovare i prodotti giusti per i celiaci. Nel caso però in cui tutto questo non basti ci potrebbe venire in aiuto Nima – Gluten Sensor, un rilevatore di glutine portatile. Usiamo il condizionale perché per ora il dispositivo non è in vendita in Italia ma solo negli USA.

Si tratta di un piccolo sensore di forma triangolare, grande circa come una mano, nel quale vengono inserite delle capsule monouso che contengono alcuni reagenti. Il funzionamento è alquanto semplice: nella capsula va inserita una piccola quantità di alimento, la capsula viene poi messa dentro il sensore che in due minuti circa analizza il campione e dà il responso: faccina sorridente se il cibo è gluten free, in caso contrario compare una spiga di grano.

Nima è in grado di rilevare la presenza fino a 20 ppm (parti per milione) di glutine in un alimento con il 99,5% di accuratezza. L’apparecchio è inoltre collegato alla app ufficiale che permette di sincronizzare tutti i propri test e, cosa molto utile ed interessante, permette di creare una rete di utenti che utilizzano Nima con i feedback di ognuno.

Nel video introduttivo che compare sul sito ufficiale uno dei due fondatori di Nima, Scott Sundvor, racconta di come lui e Shireen Yates, l’altra fondatrice, abbiano cercato un modo per andare incontro ai loro problemi di allergie alimentari concentrando i complicati esami di laboratorio in un piccolo e maneggevole apparecchio.

Cosa non può testare Nima?

In linea generale è adatto sia a cibi solidi che liquidi ma bisogna mantenere alcune accortezze: con i cibi in polvere o molto secchi è meglio diluirli in una piccola quantità di acqua. Con il cibo gommoso, come caramelle o gomme da masticare, bisogna selezionarne una piccola quantità così come per gli alimenti molto grassi (gelati, creme, burro, condimenti).

Gli alimenti trattati con coloranti vanno prima diluiti in un po’ di acqua; quelli surgelati vanno prima scongelati e cotti leggermente e il cibo soffiato, come riso o cereali, va rotto per permettere all’aria di uscire e poi ne va selezionata una piccola quantità.

L’alcol o gli alimenti ricchi di alcol rischiano di danneggiare la struttura delle capsule mentre per gli alimenti fermentati (ad esempio aceto o salsa di soia) il risultato rischia di essere falsato perché la fermentazione distrugge le molecole di glutine rendendole difficilmente rilevabili.

Nima è stato progettato per testare il cibo, non make-up o farmaci, quindi non garantisce l’accuratezza per il test di questi prodotti.

Dove acquistare Nima

Per ora, come dicevamo, il prodotto non è in vendita in Italia ma solo negli Stati Uniti tramite il canale ufficiale o su Amazon: il kit iniziale di prima generazione con tre capsule e cavo usb di ricarica dell’apparecchio costa 229 dollari; quello di seconda generazione con 12 capsule costa invece 289 dollari.